IN MEMORIAM
“Dietro ogni articolo della Costituzione vedete giovani che hanno dato la vita perché la libertà e la dignità nascessero.” – Piero Calamandrei
In occasione del 70° della Liberazione, il progetto “Memorie del Piemonte” rende disponibile una preziosa selezione di testimonianze sull’antifascismo e la Resistenza, raccolte dall’Istituto in trent’anni di attività. Interviste a: Accornero, Bernieri, Boano, Cardello, Gallo, Grossi, Icardi, Idrame, Maioglio, Ravizza, Rosso, Stella.
I Protagonisti della Lotta
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Francesco Rosso “Perez” Operaio e militante comunista, organizzatore degli scioperi operai ad Asti, si trasferisce nelle Langhe dove diviene comandante della 16a Brigata “Perotti“, VI divisione Garibaldi. Fondatore e primo Presidente dell’ANPI di Asti. |
Piero Balbo “Poli” Ex ufficiale della regia marina, organizzatore e comandante della II divisione autonoma “Langhe”, operante nelle medie valli Belbo e Bormida. In contatto con le missioni alleate gestisce la costruzione dell’aeroporto partigiano di Vesime. È il “Comandante Nord” dei romanzi partigiani di Beppe Fenoglio. |
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Luigi Cattaneo “Gino” Comandante della Divisione Matteotti operante nella zona di Ferrere e intitolata al fratello Renzo, fucilato a 17 anni a Moncalieri il 27 luglio 1944. Nel dopoguerra è stato per lungo tempo Presidente regionale dell’ANPI. |
Giovanni Rocca “Primo” Operaio canellese, crea la banda partigiana “Stella Rossa” e diviene comandante prima della 78a brigata “Devic”, poi della IX divisione Garibaldi “Alarico Imerito” operante nella valle Belbo e in valle Bormida. |
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Davide Lajolo “Ulisse” Ex ufficiale del Regio esercito, crea a Vinchio la banda “Galera” che confluisce nelle valli Belbo, Tiglione e Tanaro dando vita all’VIII divisione Garibaldi “Asti“. Alla liberazione Capo di stato maggiore del Raggruppamento divisioni Garibaldi “Monferrato“. Scrittore e giornalista, eletto deputato per due legislature nelle liste del Partito comunista Italiano. |
Giovanni Scagliola “Piero” Ex ufficiale del regio esercito, crea una formazione operante sul Pianalto Astigiano tra Cellarengo, Isolabella e Valfenera, strutturata nella Brigata “Domenico Tamietti” della IX divisione GL. Mutilato e decorato con due medaglie d’argento al valor militare. |
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Battista Reggio “Gatto” Partigiano in Val Sangone, rientra a Belveglio dove crea la prima formazione partigiana della Valtiglione, in cui è coinvolta tutta la sua famiglia. Comandante prima della 98a brigata poi dell’VIII divisione Garibaldi “Asti“. |
Giuseppe Marletto “Achille” Operaio astigiano, tra i creatori e poi comandante della 45a brigata Garibaldi “Garemi“, la prima formazione partigiana astigiana riconosciuta dal comando regionale, operante nell’Astigiano tra Portacomaro, Scurzolengo e Castagnole Monferrato. |
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Oddino Bo Ufficiale del regio esercito, dopo l’8 settembre aderisce al Corpo italiano di liberazione. Nel dopoguerra dirigente della federazione astigiana del Partito comunista Italiano, organizzatore contadino eletto deputato per due legislature nelle liste del Pci. Presidente onorario dell’ANPI di Asti. |
Francesco Bellero “Gris” Insegnante cattolico, organizza con la sua famiglia la 21a brigata partigiana nella zona di San Damiano, poi sviluppatasi nella VI divisione autonoma “Asti“. Alla liberazione è nominato Provveditore agli studi. |
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Dionigi Massimelli “Nestore” Insegnante di lettere di Cortiglione, organizza insieme alla sua famiglia le prime formazioni partigiane tra le valli Tiglione e Tanaro, divenendo poi commissario politico dell’VIII divisione Garibaldi “Asti“. |
Pietro Beccuti “Pietro” Organizzatore a Calliano e Penango della prima formazione partigiana della zona, diviene comandante della 2a brigata, IX divisione Matteotti “Italo Rossi“. Nel dopoguerra amministratore locale nelle file del Partito socialista Italiano e dirigente provinciale dell’ANPI. |
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Attilio Prunotto “Attila” Carabiniere, organizza la prima formazione partigiana nella zona di Costigliole, il “Battaglione Cavagnino“, confluito poi nella 78a brigata, IX divisione Garibaldi “Alarico Imerito“. Nel dopoguerra amministratore locale e dirigente dell’ANPI provinciale di Asti. |
Alberto Gallo “Spada” Tra i fondatori nel 1921 della federazione astigiana del Partito comunista Italiano, perseguitato antifascista condannato dal Tribunale Speciale, organizzatore degli scioperi del marzo ’43 e del marzo ’44, partigiano prima nel Biellese poi nell’Astigiano. Nel dopoguerra dirigente della federazione del PCI di Asti e dell’ANPPIA. |
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Celestino Ombra “Tino” Operaio comunista, organizzatore degli scioperi del marzo ’43 e del marzo ’44, arrestato, evade dal carcere e si trasferisce nelle Langhe con la famiglia, organizzando con il ruolo di commissario politico i locali gruppi partigiani. Nel dopoguerra direttore della Way Assauto dal 1945 al 1955. |
Valerio Miroglio Appartenente a una famiglia antifascista, giovane partigiano, nel dopoguerra giornalista, dirigente della federazione del PCI di Asti e figura di riferimento nel panorama artistico e culturale dell’Astigiano. |
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Filippo Fabiani Avvocato, membro per il Partito d’Azione della Giunta popolare amministrativa di Nizza Monferrato-Agliano che nell’autunno del ’44 gestisce la Repubblica partigiana dell’Alto Monferrato. Arrestato e deportato, perde la vita a Mauthausen. |
PierLuigi Miroglio “Gigi” Fratello di Valerio, membro delle SAP di Asti. Protagonista con altri tre compagni dell’azione del 30 aprile 1944 che porta alla cattura del gruppo e alla fucilazione di Remo Dovano. Vicepresidente dell’ANPI provinciale di Asti. |
Le Donne e le Staffette
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Marisa Ombra “Lilia” Figlia di Celestino, giovane partigiana nelle Langhe con la sorella Pini e la madre Ernesta Cabiati, è segretaria della Giunta popolare della Repubblica partigiana dell’Alto Monferrato. Nel dopoguerra dirigente nazionale dell’UDI e vicepresidente nazionale dell’ANPI. |
Candida Ottazzi “Candida” Giovane partigiana di Maranzana, sulle colline dell’Acquese, muore in un incidente e le viene intitolata la brigata di appartenenza, che fa parte della divisione Garibaldi “Viganò“. |
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Enrica Jona – Ebrea Deportata Insegnante, appartenente alla comunità ebraica astigiana, viene deportata ad Auschwitz con i genitori. Unica sopravvissuta astigiana alla SHOAH, ne è stata fino alla sua scomparsa instancabile testimone. |
Olga Idrame “Olga” Giovane operaia di San Damiano, organizzatrice degli scioperi alla FACIS del marzo ’43. Partigiana della 45a brigata, VIII divisione Garibaldi “Asti“. |
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Nicoletta Soave Liberati “Mirka” Staffetta partigiana della IX divisione Garibaldi “Alarico Imerito“, testimone dell’eccidio partigiano avvenuto al Falchetto di Santo Stefano Belbo il 15 giugno 1944. |
Pierina Amerio Operaia astigiana, organizzatrice degli scioperi del marzo ’43 e del marzo ’44, partigiana della 45a brigata “Garemi“, VIII divisione Garibaldi “Asti”. Prima donna eletta in consiglio comunale ad Asti, il 24 marzo 1946. |
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Clorinda Fornasero Giovane contadina, è una delle nove vittime partigiane della strage nazifascista compiuta il 15 marzo 1945 alla frazione Baudina di Berzano San Pietro, al confine con Casalborgone. |
Anna Cherchi Ferrari “Meis” Adottata da una famiglia antifascista di Loazzolo, staffetta partigiana della brigata “Belbo“, II divisione autonoma “Langhe“. Catturata, viene trasferita e torturata a Torino, quindi deportata a Ravensbrück. Sopravvissuta, testimone fino alla sua scomparsa della deportazione politica femminile. |
Le Pietre della Memoria
“Ogni nome inciso su una lapide o custodito nella memoria storica racconta una storia di coraggio civile. Onorare queste figure significa mantenere viva la linfa della nostra democrazia, affinché il sacrificio di ieri sia la consapevolezza di domani.”
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